Chantal Akerman

A Voice in the Desert

Complesso museale di Santa Maria della Scala, Siena

Il Complesso museale di Santa Maria della Scala, in collaborazione con Marian Goodman Gallery e Opera Civita, ha reso omaggio alla grande artista Chantal Akerman (Bruxelles, 1950 - Parigi, 2015) presentando la sua installazione Une voix dans le désert (2002) per la prima volta in Italia. 

L’opera assume come fulcro simbolico un tema che ha permeato l’intera produzione artistica di Akerman: la frontiera.

Nel 2002, al confine tra Stati Uniti e Messico, la regista ha realizzato De l’autre côté, lungometraggio sperimentale che si configura come una meditazione sul grande nodo dell’immigrazione clandestina. Naturale estensione di questo film, Une voix dans le désert costituisce il frammento conclusivo dell’installazione tripartita che la regista ha presentato a Kassel in occasione di Documenta XI. Sullo schermo di Une voix dans le désert viene proiettato un secondo schermo, che si staglia sul deserto che separa Arizona e Messico. Tra due alture – una nordamericana e una messicana – Akerman ha installato uno schermo bianco largo dieci metri. Le immagini conclusive di De l’autre côté si susseguono sulla superficie di questo spazio metaforico, scandite dalla voce dell’artista e dal violoncello di Sonia Wieder-Atherton.

Chantal Akerman. A Voice in the Desert è stata inaugurata da una proiezione del documentario di Marianne Lambert I Don’t Belong Anywhere: The Cinema of Chantal Akerman (2015) e da un talk con le curatrici Giovanna Fazzuoli e Giulia Magno.

A sinistra: Une voix dans le désert (2002). Veduta dell'installazione alla galleria Ambika P3 di Londra. Courtesy of the Chantal Akerman Foundation & Marian Goodman Gallery.

A destra: Il Complesso museale di Santa Maria della Scala, Siena.

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