Abbas Kiarostami

Where is my Romeo?

Palazzo Piccolomini, Pienza

In alto: Where is my Romeo? (Abbas Kiarostami, 2007). Veduta dell'installazione a Palazzo Piccolomini, Pienza, 2018

In basso: Palazzo Piccolomini,

Pienza, 2018

In concomitanza con What is a Youth?, una mostra organizzata in occasione del 50° anniversario del celebre adattamento cinematografico diretto da Franco Zeffirelli Romeo & Juliet (1968), Palazzo Piccolomini ha reso omaggio al regista iraniano Abbas Kiarostami (Tehran, 1940 – Parigi, 2016).

Installato in dialogo con i costumi realizzati dal premio Oscar Danilo Donati e con una selezione di fotografie di scena esposte nei saloni in cui Zeffirelli girò le scene ambientate nella residenza dei Capuleti, Where is my Romeo è il contributo di Kiarostami all’antologia commissionata dal Festival di Cannes Chacun son cinéma (A ciascuno il suo cinema, 2007). La sfida proposta a ciascuno dei 35 registi – tra gli altri, Takeshi Kitano, Wong Kar-wai, David Cronenberg, Lars von Trier, Wim Wenders e Alejandro González Iñárritu – era di girare un cortometraggio di tre minuti sul “cinema inteso come spazio fisico”. Kiarostami ha risposto con una sequenza di primi piani di donne iraniane intente a commuoversi guardando la drammatica scena conclusiva della tragedia shakespeariana.

Stilisticamente vicino a Shirin (2008), Where is my Romeo è interamente ambientato in una sala cinematografica. Del “film nel film” è presente solo la colonna sonora; lo schermo è nascosto alla nostra visione. Solo uno sguardo attento si accorgerà che le donne ritratte sono le attrici iraniane dei film di Kiarostami.

La sottile ambiguità tra realtà e finzione, dimensione pubblica e privata, arte e vita, interroga le convenzioni legate alla fruizione del medium cinematografico e l’ontologia dell’opera stessa.

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